Everything. Everyone. Everywhere. Ends.

Se è vero che solo gli incontri possono cambiare la vita, allora Alan Ball non ha creato un telefilm ma delle persone in carne ed ossa, ed io le ho conosciute.
Six Feet Under non si può certo definire un'allegra e frizzante serie televisiva, visto che parla di una famiglia di becchini, visto che ogni puntata si apre con una morte e relativo funerale. Ma i personaggi sono tratteggiati con una tale delicatezza e profondità che è impossibile non immedesimarsi in almeno uno di loro o provare felicità, dolore e apprensione per le loro vicende.
David Fisher il figlio gay che farà i conti con la propria omosessualità, poi con le difficoltà di un rapporto di coppia e il desiderio di paternità. Claire Fisher ragazzina adolescente desiderosa di trovare un ruolo nel mondo che senta davvero suo e non un modello imposto. Ruth Fisher dovrà imparare cosa voglia dire essere una donna e non solo una moglie o una madre. Nate Fisher sempre alla ricerca di una spiegazione che aiuti a capire e sopportare le difficoltà della vita. Brenda Chenowith spaventata dal coinvolgimento che comporta una rapporto amoroso che odia e desidera allo stesso tempo.
Questi e molti altri sono i componenti dell'umana famiglia di Sex Feet Under.
Alan Ball dopo American Beauty ha rifatto il miracolo, portando in una serie televisiva tutti gli argomenti che le persone solitamente preferiscono evitare e costringendoci a pensare una volta di più alla vita.


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