Svegliarsi morti

Non mi sento bene. Sudo freddo in questo letto singolo. Devo aver mangiato pesante. Forse è una leggera indigestione. Non riesco a raggiungere l'interruttore della luce. I crampi mi bloccano. Rimango fermo, senza alternative. Passerà.

Luci, come i flash di un paparazzo epilettico.

Dalle ante filtra la luce del sole e il rumore delle macchine in strada. È mattina. Che ore sono? Guardo il cellulare. Riesco a muovermi. Cazzo sono in ritardo al lavoro. Scendo dal letto e mi fiondo in bagno. Pisciare. Cagare. Lavarsi. Vestirsi. Mangiare. Uscire. Cazzo ho lasciato il portafogli in camera. Lo cerco e mi blocco. Sono ancora a letto, o meglio: chi è il tizio che sta dormendo nel mio letto? Sono io? Cazzo sono io e che schifo di colore ho in faccia, sono grigio. Freddo. Duro. O merda sono morto. Non è possibile. È inutile sono proprio morto stecchito, ma allora io cosa cazzo sono? Cioè cos'è che sta guardando il mio corpo morto. Sono la mia anima? Esiste davvero? O un fantasma? Non sarà quella solita stronzata dello spirito che rimane sulla terra finchè non avrà portato a termine una squallidissima missione che lo redimerà e libererà? Non c'era nulla in sospeso nella mia vita, dovevo solo andare al lavoro, a proposito ora come li avviso?
Test della verità: cammino deciso contro il muro stringendo gli occhi, un piccolo conato di vomito e lo attraverso. In bocca mi rimane il sapore del cemento. Ho finito le cicche.

Sono proprio morto. Mi bruciano gli occhi. Mi siedo per terra, mi appoggio alla scrivania e fisso quello che resta di me nel mio letto. Piango. Addio a tutti e tutto.

Ho sempre sperato che la morte fosse un bel punto definitivo. Niente paradiso, purgatorio o inferno, nè tantomeno la reincarnazione. Io sono morto voi siete vivi, da questo momento in poi son tutti cazzi vostri. Arrivederci e grazie. Invece questa morte è peggio della vita. Nessuno mi vede, anche se finalmente ho l'aspetto che ho sempre desiderato. Ho passato più di un mese vicino ad amici e parenti distrutti. Ho cercato di levare le tende, ma questo schifo di morte mi tiene fedelmente inchiodato al mio marciscende corpo di merda. Di giorno cammino, viaggio e passo il tempo a spiare tranquillo la vita degli altri. Noiosa. Meglio i reality, anche se non li ho mai guardati. La notte, presto o tardi mi addormento e la mattina mi risveglio automaticamente nel mio corpo terreno in qualunque posto esso si trovi. Da più di cinque anni è sotterrato in un cimitero. Originale. Ogni mattina apro gli occhi nel buio totale della mia lucida bara in noce. Non riesco a vedere il mio corpo, ma l'odore che ha non promette nulla di buono. Risalgo in superficie, trattengo i conati e mi tengo in bocca per tutto il resto della giornata un merdoso sapore di terra. Le cicche non riesco mangiarle. Non riesco proprio ad afferrarle. Posso viaggiare fino al lato opposto del mondo, ma se mi addormento è in questa cazzo di bara che mi sveglio e non sono rare le mattine in cui, appena metto la testa fuori dal terriccio, trovo qualcuno sulla mia tomba intento a piangere. Il buon giorno si vede dal mattino. E pensare che sono pure morto. Cazzo.

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