Costruiamo tecnologie che ci rendono vulnerabili in modi nuovi
Questo libro è stato pubblicato la prima volta nel 2011, l'edizione che io ho letto è quella della Codice Edizioni, uscita nel 2012, ma nel 2019 questo interessante saggio è stato ripubblicato per Einaudi. Sherry Turkle è una sociologa, psicologa e tecnologa statunitense che insegna al MIT di Boston. Da più di 30anni studia le interazioni tra umani, macchine e tecnologia. Il libro è diviso in due parti: la prima parla dei robot, mentre la seconda di tecnologia e social network. Nonostante Facebook, Instagram, Twitter, ecc.. siano letteralmente esplosi nell'ultimo decennio e che i robot siano utilizzati maggiormente solo in alcuni stati, l'analisi, i dati e le domande che Sherry Turkle si pone sono estremamente attuali, interessanti e utili.
Ma quali sono queste abitudini? Da quali bisogni nascono? Quali sono i desideri e i problemi dell’animo umano che la tecnologia che stiamo costruendo vuole risolvere o migliorare? E siamo sicuri che lo stia facendo davvero e nel modo giusto? Attraverso una serie di studi, interviste e ricerche l’autrice mostra come le nuove tecnologie stiano modificando non solo delle abitudini, ma l’idea e la consapevolezza che l’uomo ha di se stesso in quanto essere umano.
“Dobbiamo amare la nostra tecnologia abbastanza da descriverla con esattezza. E dobbiamo amare noi stessi abbastanza da affrontare gli effetti che la tecnologia ha su di noi.”
L’analisi e la descrizione di fenomeni tecnologici come i robot sociali, i simulatori, i social network, ecc diventa un’occasione per approfondire e interrogarsi in modo profondo, sincero e accorato su chi siamo noi, esseri umani, come siamo fatti e cosa desideriamo, in modo tale da imparare ad utilizzare queste tecnologie con maggiore consapevolezza, per trarne tutti i vantaggi e riconoscere e limitare gli svantaggi.
Questo è quello che rende speciale questo testo, scritto bene, semplice e ben strutturato: la riscoperta della bellezza e dell’importanza di noi stessi attraverso l’osservazione del nostro modo di interagire con queste nuove tecnologie.
Si arriva alla fine del libro arricchiti, più consapevoli, pronti a guardare i nostri smartphone, la nostra pagina Facebook o il nostro robot in un modo nuovo.

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